In una società liquida, l’autenticità è la sfida del secolo. La nostra identità è contaminata dalle relazioni interpersonali, dall’ambiente, dai ruoli sociali. Possiamo ancora dire di essere noi stessi?

Autenticità: essere se stessi, restando fedeli a se stessi

Dal greco atòs, autentico significa “essere se stesso”. Le persone autentiche sono consapevoli delle loro competenze, capacità, gusti ed emozioni. Sono persone libere di non sottostare alle aspettative altrui; inoltre hanno sospeso il giudizio. Potremmo dunque dire che sono fedeli al vero sè. Ma come si diventa autentici?

5 passi per essere autentici

1. Esprimi in modo chiaro cosa è accettabile e cosa no. Sii consapevole dei tuoi confini perché un confine non è un limite, ma una delimitazione che può salvaguardarti.
2. Resta nel qui ed ora. La consapevolezza del momento presente per comprendere le sensazioni che senti, dominando le paure e cogliere ogni sfida come opportunità.
3. Riconosci la saggezza che è in te. Ognuno di noi ha una voce interiore molto saggia che sa ascoltare e sviscerare le sensazioni e reazioni, imparando ad accettare se stessi per quello che si è.
4. Compi buone azioni. Aiuta gli altri a nutrire i loro talenti, fa notare loro il potenziale nascosto per raggiungere i grandi traguardi della vita. E soprattutto non rendere nessuno una copia di te stesso, ma aiutalo ad essere autentico (non la migliore versione di sé ma quella reale).
5. Sposta il focus dal tuo mondo e prova a comprendere la visione di tutti, anche se differente e distante dalla tua.

Autenticità e lavoro

Anche in ambito lavorativo, per essere efficaci bisogna essere autentici. Un buon leader è autentico, non “scimmiotta” comportamenti altrui. È spontaneo ed esprime le proprie opinioni in modo equilibrato ed educato.

L’autenticità premia anche nei colloqui di lavoro. Esprimersi in modo autentico avrà un grande vantaggio sulla selezione in atto. Ecco alcuni piccoli consigli da mettere in pratica durante un colloquio di lavoro.

Colloquio di lavoro e autenticità

1. Rendi umana la conversazione. Non elencare i lavori e gli obiettivi raggiunti come un robot; parla di te e racconta ciò che ti ha entusiasmato e motivato nelle attività svolte.
2. Dai punti deboli ai punti di forza. La domanda, tanto temuta, “qual è il tuo punto debole?” è una grande opportunità per soffermarti sul punto debole che in una data circostanza hai saputo trasformare in un punto di forza. Questo infatti dimostra che sai agire di fronte ai tuoi limiti con determinazione.
3. Avere un interesse reale. La domanda “perché ti interessa lavorare nella nostra azienda?” mira a valutare il vostro vero interesse. Al bando l’essere vaghi, raccogliete informazioni sull’azienda e la posizione per cui vi candidate; obiettivo: essere un valore aggiunto!

Siate voi stessi, sempre. Imperfetti, ma veri. Reali. Autentici.